Una battaglia, disperata, tutta in solitudine quella che il regime degli ayatollah sta conducendo contro i due eserciti più potenti al mondo, quello statunitense e quello israeliano, ai quali potrebbero presto aggiungersi non solo qualche stato europeo ma soprattutto quei Paesi arabi del Golfo Persico oggi colpiti dai missili di Teheran. Un «effetto sorpresa» quello dell’Iran che tuttavia ha avuto sinora conseguenze a lui nefaste. La prima, quella di compattare le monarchie arabe che ancora ieri in una nota congiunta dei ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Qatar, Oman, Emirati, Bahrein e Kuwait- Paesi tutti sotto attacco - hanno affermato che «alla luce dell'aggressione iraniana ingiustificata, gli Stati del Ccg prenderanno tutte le misure necessarie per difendere la loro sicurezza e stabilità e per proteggere i loro territori, cittadini e residenti, compresa l'opzione di rispondere all'aggressione». La seconda di rendere ancora più evidente il distacco degli «alleati».