Quello della morte del piccolo Domenico Caliendo è un dramma che non smette di scuotere, con domande ancora senza risposta chiara e versioni che si accavallano tra l’equipe di Bolzano e quella napoletana. Domenico, due anni e cinque mesi appena, è spirato il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito e si sta trasformando in un vero e proprio caso giudiziario e mediatico.

Le indagini della Procura di Napoli hanno acceso i riflettori sul momento in cui l’organo da trapiantare sarebbe potuto essere danneggiato già in fase di espianto. Gli investigatori avanzano l’ipotesi che ci sia stato un “taglio al ventricolo in fase di espianto del cuore”, un elemento non riscontrato in sala operatoria, ma che potrebbe spiegare perché l’organo sia poi arrivato compromesso a Napoli.

DRITTO E ROVESCIO, LA MADRE DI DOMENICO: "MIO FIGLIO SENZA CUORE E I MEDICI CHE GIOCANO"

A Dritto e Rovescio, il programma condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4, nella serata di giovedì 26 febbraio ecc...

L’inferno dei dettagli è emerso dalle testimonianze raccolte nei primi interrogatori. “Nella mia esperienza di trapianti era la prima volta che vedevo un torace vuoto”, ha raccontato un’infermiera specializzata presente nell’operazione, descrivendo scene drammatiche e tempistiche sospette sulla procedura seguita. E ancora: quando il contenitore con il nuovo cuore è arrivato in sala operatoria, sarebbe stato subito chiaro che qualcosa non andava. L’organo risultava “inglobato in un blocco di ghiaccio”, complicando ogni tentativo di prepararlo per l’impianto.