Un nuovo tassello si aggiunge all’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre 2025 all’ospedale Monaldi di Napoli. Tra accertamenti tecnici, nuove acquisizioni investigative e iniziative legali della famiglia, il quadro si arricchisce ora anche di un ulteriore caso che solleva interrogativi sulla gestione clinica in ambito cardiochirurgico pediatrico. Quello di una bimba – nata con una grave malformazione – morta nell’ottobre scorso.

Incidente probatorio e nuovi accertamenti

Al centro degli sviluppi più recenti dell’indagine – in cui sono indagati i chirurghi e gli infermieri che operarono prima a Bolzano e poi a Napoli – c’è l’incidente probatorio fissato per il prossimo 28 aprile al Policlinico di Bari. L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, ha presentato un’istanza al gip chiedendo che, nel corso dell’accertamento, sia presente anche il cuore malato del piccolo Domenico, espiantato prima del trapianto. Secondo il legale, si tratta di un passaggio fondamentale: “È un esame che va fatto perché ci sono degli interrogativi a cui dare una risposta”. L’obiettivo è chiarire in modo definitivo le condizioni dell’organo originario e il loro eventuale peso nel decorso clinico che ha portato al decesso del bambino. Non sono stati esclusi ancora errori anche nella procedura di espianto avvenuto nell’ospedale San Maurizio, dove lavorò l’equipe arrivata da Napoli con un contenitore per il trasporto fuori dalle linee guida e poco ghiaccio. Tanto che fu richiesto al personale di sala dell’ospedale bolzanino che fornì il ghiaccio secco che danneggiò il cuore.