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3 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:56

Dai primi accertamenti effettuati durante l’autopsia non sarebbero emerse lesioni al cuore impiantato a Domenico Caliendo nella fase del prelievo a Bolzano. È quanto riferito dal medico legale Luca Scognamiglio, consulente della famiglia del bimbo di 2 anni e 4 mesi, morto il 21 febbraio scorso, a quasi due mesi dall’intervento al Monaldi. Al piccolo fu impiantato un cuore “bruciato” dal contatto con il ghiaccio secco, impropriamente utilizzato per la conservazione e il trasporto.

“Da un primo esame non sono ‘emerse lesioni al cuore nella fase dell’espianto, in particolare non sembra esserci il taglio sul ventricolo di cui qualche fonte ha parlato’”, ha dichiarato il professionista, facendo il punto sugli accertamenti eseguiti finora. L’ipotesi di un danno era emerso perché nella sala operatoria dell’ospedale San Maurizio – il 23 dicembre – c’erano stati momenti di grande tensione durante l’intervento, eseguito dalla cardiochirurga Gabriella Farina, tanto che il chirurgo di Innsbruck presente al tavolo con una collega e un perfusionista dovette intervenire nel campo operatorio della Farina perché gli organi si stavano gonfiando.