Non è stato lesionato durante il primo intervento di espianto. Il cuore donato era integro: poteva offrire una nuova chance di vita al piccolo Domenico Caliendo. Era stato espiantato in modo corretto dall’equipe dei napoletani a Bolzano, poi è stato bruciato dall’uso di ghiaccio secco. Ecco in sintesi le prime indiscrezioni dall’autopsia iniziata ieri sul corpo del bambino. Oggi invece i funerali, non si esclude la presenza della premier Giorgia Meloni. Esequie tenute in stand by per undici giorni dopo la morte del piccolo Domenico, che risale al 21 febbraio. L’esame autoptico eseguito ieri al Secondo Policlinico di Napoli è cominciato dopo l’udienza in incidente probatorio con la quale sono stati conferiti gli incarichi ai periti - 25 in totale - che ora avranno 120 giorni di tempo per fornire le loro conclusioni. Si tornerà in aula l’11 settembre. Non sarebbero «emerse lesioni al cuore» espiantato a Bolzano e destinato a Domenico - spiega il medico legale della famiglia Caliendo, il dottor Luca Scognamiglio - «in particolare non sembra esserci il taglio sul ventricolo di cui qualche fonte ha parlato». Il secondo accesso di tutto il collegio - venticinque professionisti in tutto - si terrà invece il 28 aprile: in quella sede si faranno anche valutazioni sui campioni anatomopatologici.