Longevità: è una promessa, un'illusione, un inganno o una scommessa? Di certo è un business dai molti volti. Qual è la nostra percezione di longevità attiva? Come intendiamo perseguirla? Quali fattori predicono una traiettoria di salute gratificante, collocata sul lato più alto e pregevole dell'esistenza?

Per farla diventare realtà concreta ciascuno di noi dovrebbe averla come obiettivo personale da perseguire con lucidità, determinazione e costanza. Con quali requisiti? In pole position, accanto alla buona genetica, si trova una piena assunzione di responsabilità sulle strategie con cui perseguirla, altrimenti non c'è storia, o quasi. Una strategia efficace presuppone tuttavia visione, cultura e mezzi. Conoscenza dei fattori che la valorizzano e di quelli che la minano. Un buon esame di coscienza, se siamo allenati a farlo, anche sul fronte laico, è il primo passo per un serio bilancio di salute e di vita. È la base sicura da cui partire, perché il nostro corpo ricorda tutto. Stress fisici ed emotivi, malattie, incidenti, abitudini errate o francamente autolesive, dispiaceri, delusioni e solitudini minano il progetto di longevità attiva, perché ogni evento negativo lascia cicatrici fisiche ed emotive che si sommano nel tempo, con un conto sempre più salato. Conoscerle, per limitare i danni, per farle guarire al meglio e prendere le contromisure è indispensabile.