Aspettativa di vita. Ne parliamo da quando gli studi demografici, traducendo il concetto di “life expectancy” importato tra Settecento e Ottocento dalla ricerca anglosassone, hanno cominciato a stimare il numero medio di anni cui una persona può aspirare considerando – in sintesi – tre elementi-chiave: patrimonio genetico, fattori ambientali, comportamenti individuali. In mezzo a questo triangolo che è scaleno, dai lati spesso ricalcolati l’uno rispetto all’altro (ultimamente, per esempio, l’incidenza del Dna ha perso terreno sopravanzata dagli stili di vita), ci siamo noi. Noi che scrutiamo la nostra mappa dell’esistenza.
Coltivare la «speranza di gioia» (oltre la «speranza di vita») senza negare i problemi e il dolore
Con l'approfondirsi della riflessione sulla longevità l’idea di un’aspettativa di "vita" tout court è stata reinterpretata in termini di "vita buona". All’ansia quantitativa si è accostato un ragionamento qualitativo






