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Abdolmohammadi: "Vedo il futuro". Un sit-in ieri e uno martedì a Roma
Le bombe di Israele e degli Usa, la speranza dei dissidenti in Italia. Con un orizzonte chiaro, anche se ancora in balìa degli eventi: un Iran libero e democratico. Il sole, dopo l'oscurantismo degli ayatollah. Dopo venerdì, alla luce dell'operazione militare di ieri mattina, la diaspora è scesa di nuovo in piazza. L'appuntamento, lanciato dal dissidente iraniano Askan Rostami, membro del Partito Costituzionalista dell'Iran e componente del Consiglio di Transizione dell'Iran, è stato a Parma. In locandina il tricolore persiano, con il simbolo del leone e del sole al centro, poi la foto di Reza Pahlavi, il figlio dello scià di Persia deposto dagli ayatollah nel 1979. E una piattaforma chiara: "Iran per la libertà, in supporto alla rivoluzione nazionale leone e sole". Ma soprattutto a favore dell'intervento israeliano e americano. "Scendiamo in piazza a Parma per dire una cosa chiara: l'Iran merita libertà. Non è una festa. Non è una celebrazione", dice Rostami. E, ancora, a mettere ulteriormente in chiaro le cose: "È una manifestazione politica di sostegno al popolo iraniano e di supporto alle azioni internazionali, comprese le operazioni americane e israeliane contro il regime islamico in Iran". E, alla luce delle evoluzioni sul campo, assume un significato più importante anche la manifestazione nazionale "con gli iraniani per un Iran libero", in programma a Roma per martedì 3 marzo e promossa dall'associazione Setteottobre insieme a varie realtà della diaspora iraniana in Italia. Tra le animatrici dell'iniziativa, c'è la pittrice Fariba Karimi, una dei protagonisti della dissidenza iraniana nel nostro Paese. "La guerra in corso in Iran non è un attacco contro il popolo iraniano, ma per il popolo iraniano", scrive sui social, paragonando l'intervento "al D-Day".







