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Estese le sanzioni antiregime. L'avviso ufficiale agli americani: lasciate il Paese
La diplomazia lavora, la macchina da guerra scalda i motori. Il "buon inizio" diplomatico fra Teheran e Washington in Oman - come lo ha definito la Repubblica islamica - si scontra con segnali tutt'altro che promettenti sul campo. L'Iran definisce in positivo il via ai colloqui bilaterali con gli Stati Uniti, a Muscat. Per Teheran l'inizio della trattativa "ha lasciato la porta aperta a un nuovo round", che potrebbe tenersi già entro qualche giorno, "se non ci saranno minacce o pressioni". Ma appena dopo la fine della trattativa, da Washington arriva l'annuncio di nuove sanzioni contro la "flotta ombra" iraniana, 15 entità e 14 navi accusate di aggirare i divieti e "all'origine di una vendita che ha generato entrate usate dal regime per condurre le sue attività maligne". Poi spuntano nuove immagini, rilanciate dal Comando unificato delle forze statunitensi in Medioriente (Centcom), della navigazione della portaerei Lincoln nel Mar Arabico, accompagnata da due navi da rifornimento e due della Guardia Costiera, sorvolate da 5 caccia. Il messaggio è chiaro: gli Stati Uniti trattano, ma non arretrano. A provarlo è anche la presenza del comandante di Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper, nella delegazione americana composta dagli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.






