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Washington vara nuove sanzioni. Teheran spera in un'intesa. Ma paragona Trump a Goebbels

La "diplomazia del martello" di Donald Trump lavora fino alla fine per portare a casa il risultato: un accordo oggi a Ginevra che fermi il programma nucleare dell'Iran e impedisca a Teheran di sviluppare l'atomica. Il martello ha picchiato duro ancora alla vigilia dei negoziati, non solo con l'invio in una base dell'Aeronautica israeliana di altri 12 caccia F-22 Raptor, considerati i jet da combattimento migliori al mondo per velocità e invisibilità, e che hanno portato a quota 300 gli aerei dispiegati in Medioriente. Il martello ha picchiato duro anche con l'annuncio di nuove sanzioni ai danni di 30 "entità, imbarcazioni e individui" che facilitano "la vendita illecita di petrolio iraniano", un sistema con cui il regime finanzia la produzione di armi nucleari e i gruppi terroristici della regione. Non a caso, Washington parla esplicitamente di strategia della "massima pressione". Perché né l'obiettivo né gli strumenti per raggiungerlo sono segreti.