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Teheran: "Pronti a negoziati sul nucleare". Washington: "Non abbiamo paura di usare i militari e gli ayatollah lo sanno". Convocati gli ambasciatori europei

Pronto alla guerra, ma aperto al dialogo. L'Iran lancia segnali di apertura agli Stati Uniti, svelando la propria paura dopo i chiari avvertimenti di Donald Trump su un intervento americano, che apre scenari da brivido per la teocrazia islamica. "Teheran vuole negoziare, penso siano stanchi di essere maltrattati dagli Stati Uniti", ha annunciato il presidente americano, aggiungendo che sono stati i vertici del potere iraniano a chiamare la sua amministrazione e che sono in corso trattative per un incontro. "Opzioni molto forti" - ha ribadito il tycoon - sono sul tavolo ora che Teheran "sta iniziando" a oltrepassare la linea rossa della repressione sui manifestanti anti-regime. Mentre la Cina si dice contraria a interferenze straniere in Iran e la Russia intensifica i voli verso Teheran, pronta ad accogliere il dittatore Khamenei e le riserve auree dell'Iran come alla caduta di Assad in Siria, Trump aggiunge - se il messaggio non fosse chiaro - che contro l'Iran potrebbe essere addirittura necessario agire prima di un incontro. E la sua portavoce rilancia: "Il presidente non ha paura di usare i militari, Teheran lo sa bene. Ma la prima opzione è la diplomazia". Poi svela il bluff degli ayatollah: "In pubblico - spiega Karoline Leavitt - l'Iran dice cose ben diverse che nei messaggi privati".