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Il tycoon: "Soccorreremo i manifestanti". Gli Ayatollah: "Colpiremo le vostre basi"

Sale la tensione tra Usa e Iran. Donald Trump entra a gamba tesa sulle proteste in corso nella Repubblica islamica e afferma che gli Stati Uniti sono "pronti a intervenire" se il governo di Teheran ucciderà i manifestanti. Le dichiarazioni del presidente americano arrivano il giorno dopo che i media statali e gli attivisti iraniani hanno dato notizia di almeno una persona uccisa negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, mentre i funzionari cercano di contenere le dimostrazioni fomentate dalla crisi economica. E da allora, le vittime sarebbero salite ad almeno tre. "Se l'Iran sparerà e ucciderà i manifestanti pacifici, come è sua abitudine, gli Stati Uniti andranno in loro soccorso", avverte il tycoon in un post su Truth: "Siamo pronti a intervenire e pronti a partire".

Parole che rappresentano una forte escalation e non sono piaciute a Teheran. "Trump dovrebbe sapere che qualsiasi ingerenza americana in una questione interna equivarrebbe a destabilizzare l'intera regione e a danneggiare gli interessi degli Usa", tuona su X Ali Larijani, consigliere della Guida Suprema iraniana. "Che stia attento ai suoi soldati", prosegue Larijani, a capo della massima autorità di sicurezza in Iran, avvertendo che qualsiasi intervento di Washington costituirebbe una "linea rossa" e scatenerebbe una "ritorsione". Mentre il ministro degli Esteri Abbas Araghchi definisce "sconsiderate e pericolose" le parole del comandante in capo. "Il messaggio di Trump, probabilmente influenzato da coloro che temono la diplomazia o credono erroneamente che sia inutile, è sconsiderato e pericoloso", ripete su X, sottolineando che le proteste sono state per lo più pacifiche e ricordando il dispiegamento della Guardia Nazionale da parte dello stesso The Donald in diverse città Usa.