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Teheran pronta al dialogo. Si va verso un incontro tra Witkoff e Araghchi. Convocati gli ambasciatori dell'Ue

Ancora proteste, arresti, condanne a morte ed esecuzioni in Iran. Nel mezzo, a congelare il tempo di un eventuale attacco americano minacciato da Donald Trump, si potrebbe aprire già in settimana, venerdì in Turchia, la trattativa con gli Stati Uniti per scongiurare il conflitto. Ma in patria, sotto la scure degli ayatollah, la macchina della repressione non si ferma. Il regime ha arrestato 4 cittadini stranieri (la nazionalità non è nota) per aver partecipato alle rivolte anti-dittatura e continua a pronunciare sentenze di morte, anche contro chi ha curato i manifestanti, come nel caso di Alireza Golchin, 52 anni, medico colpevole di aver aiutato a salvare la vita di molti iraniani feriti e liberato nelle scorse ore dietro cauzione. Gli studenti di Medicina di Shiraz, nel Sud, ancora ieri hanno inscenato una protesta all'università, con canti e foto degli amici vittime della violenza: "Non resteremo in silenzio", hanno urlato in coro, mentre Teheran convocava gli ambasciatori della Ue, rei di aver inserito i Pasdaran (braccio armato del regime) nella lista dei terroristi.