BELLUNO - L'estate scorsa, pochi giorni prima di Ferragosto, aveva seminato il panico nella farmacia di piazzetta Santo Stefano, quando con un coltello si era presentato al bancone e aveva minacciato il farmacista fino a farsi consegnare degli antidolorifici. Ieri l'udienza in rito abbreviato, in tribunale a Belluno. Rischia fino a 12 anni di reclusione, se si considerano le aggravanti, ma il suo avvocato d'ufficio, Luciano Perco, ha motivato davanti al giudice i tanti motivi per riconoscere le attenuanti a carico del cittadino di origine romena che, nel tentativo di procacciarsi degli antidolorifici del valore di una trentina di euro, di fatto ha perpetrato una rapina con tanto di sequestro di persona.

Il suo legale ha infatti insistito sul fatto che si trattasse di un danno di lieve entità, per il quale il suo assistito ha anche chiesto scusa scrivendo una lettera al farmacista. Il pubblico ministero in udienza, Marta Tollardo, ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione. Il giudice ha però scelto di rinviare le eventuali repliche e la sentenza, messa in calendario per marzo.

Durante la requisitoria è stata ricordato ciò che avvenne lo scorso agosto quando l'uomo di 46 anni, che si trovava già in regime di semilibertà nel carcere di Belluno, è stato arrestato dai carabinieri con le accuse di rapina aggravata e sequestro di persona. L'allarme era scattato grazie alla prontezza del farmacista. L'autore della rapina, dopo essere entrato nell'esercizio di piazzetta Santo Stefano, aveva estratto un coltello e poi aveva costretto il dipendente a consegnargli una serie di farmaci antidolorifici. Doveva essere un orario di scarso traffico, in farmacia. Solo che il 46enne non aveva considerato la zona centrale della città. E così, poco dopo, un cliente è entrato nella farmacia e si è ritrovato anche lui ostaggio del rapinatore. Entrambi sono stati tenuti sotto minaccia per diversi istanti. La situazione è andata avanti qualche minuto.