BELLUNO - Due anni e 6 mesi. Condannato al minimo della pena l’uomo che, quest’estate, seminò il panico nella farmacia di Santo Stefano a Belluno dove, con un tagliacarte affilato, si fece consegnare degli antidolorifici. All’imputato è stata infatti riconosciuta la semi infermità mentale. Il giudice ha anche pronunciato sentenza di non doversi procedere per il reato di sequestro di persona per la sussistenza delle condotte riparatorie.

L’arringa dell’avvocato Luciano Perco, difensore d’ufficio del 46enne di origine romena ieri alla sbarra e protagonista dell’episodio che avvenne pochi giorni prima di Ferragosto, puntava ad ammorbidire la portata e le conseguenze dell’azione per la quale -codice penale alla mano- rischiava fino a 12 anni di galera. Il legale è riuscito a far riconoscere la attenuanti a carico del cittadino di origine romene che, nel tentativo di procacciarsi degli antidolorifici del valore di una trentina di euro, di fatto ha perpetrato una rapina con sequestro di persona. Perco ha infatti insistito sul fatto che si trattasse di un danno di lieve entità, parlando di una scatola di medicine di valore chiaramente esiguo. Inoltre per quell’episodio il suo assistito ha anche chiesto scusa scrivendo una lettera di suo pugno al farmacista. Il pubblico ministero, Marta Tollardo, aveva chiesto la condanna a 3 anni di reclusione. Il gip aveva però scelto di rinviare a ieri per le eventuali repliche e la sentenza. Durante la requisitoria è stato ricordato ciò che avvenne lo scorso agosto quando l’uomo, che si trovava già in regime di semilibertà al Baldenich, è stato arrestato dai carabinieri con le accuse di rapina aggravata e sequestro di persona.