BELLUNO - Licenziato. E non sarebbe potuto essere altrimenti, per Davide Barresi, il badante "mostro": del resto, è stato condannato a 8 anni di carcere per maltrattamenti e violenze sessuali su otto anziane ospiti di una casa di riposo di San Donà di Piave. Peccato che la sentenza della Corte d'assise d'Appello di Venezia risalga al 17 ottobre, mentre dal 1° ottobre Barresi - che era a piede libero - lavorava in una casa del Bellunese, proprio come assistente familiare.
Evidentemente nessuno aveva fatto (o potuto fare) controlli approfonditi, anche per la difficoltà di ottenere casellari giudiziali. L'agenzia che lo aveva ingaggiato ha spiegato che aveva gli attestati in regola. Che lavorava in una concessionaria d'auto come addetto alle pulizie, ma voleva arrotondare con qualche ora in più. E la carenza di operatori socio-sanitari è tale che la domanda supera di gran lunga l'offerta.
«È arrivato da noi con tutti gli attestati in regola spiegava venerdì la referente dell'agenzia . Di solito verifichiamo se gli stranieri hanno il permesso di soggiorno ma sugli italiani non possiamo fare più di tanto. Anche se io chiamassi la polizia non potrebbero darmi informazioni, per questione di privacy». Verissimo. Ma il datore di lavoro può chiedere all'aspirante dipendente o collaboratore di portare il casellario giudiziario. Ed evidentemente a Barresi non è stato chiesto.








