Era stato il Partito democratico a spingere Silvana Sciarra alla presidenza della Corte Costituzionale. Mercoledì pomeriggio invece, come scrive il Tempo, la toga doveva venire confermata alla presidenza della Scuola superiore della magistratura per altri due anni.
Contemporaneamente, era previsto un blitz vero e proprio delle "toghe rosse" saltato però per mancanza del numero legale. E ora i componenti laici di centrodestra del Consiglio superiore della magistratura chiedono l'apertura di una pratica. Insomma, tra i magistrati le acque sono sempre più agitate, anche perché il referendum sulla giustizia ora è davvero alle porte e tutto potrebbe cambiare.
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Alla fine, contano solo le correnti. C'è un caso-limite, riproposto dal Tempo, che forse spiega meglio di qua...
Come ricostruisce il quotidiano romano diretto da Daniele Capezzone, il vero nodo del contendere non era la Scianna ma un altro. Il Comitato direttivo della Scuola "voleva disporre infatti l’immediato insediamento al suo interno di Mario Palazzi, attuale procuratore di Viterbo, al posto del giudice Roberto Peroni Ranchet, decaduto nelle scorse settimane a seguito di un ricorso amministrativo". Tutto questo senza attendere il via libera del Csm. Palazzi, indicato come "toga progressista" e "molto impegnato nella campagna per il No al referendum" si sarebbe dovuto insediare nel direttivo alla vigilia del voto di riconferma della Scianna.








