Milano, 26 feb. (askanews) – Dal 2023 a oggi i consumatori di cibi a base vegetale sono cresciuti del 10,6%, segno che questi prodotti si fanno sempre più spazio sulle tavole degli italiani. Secondo un’indagine AstraRicerche per il Gruppo prodotti a base vegetale di Unione italiana food, quasi il 46% li consuma 2-3 volte al mese. E per il presidente del Gruppo Giancarlo Giorgio, non si tratta di un fenomeno passeggero, bensì di una trasformazione in atto delle abitudini alimentari. Ma chi è il consumatore di prodotti plant based? “Non è un consumatore necessariamente vegano o vegetariano, è un consumatore avveduto che integra le proteine a base vegetale nella propria dieta – ha sottolineato – è consapevole di cosa sta andando a cercare e cosa sta andando a scegliere. Pensa che la categoria possa portare un benessere maggiore rispetto a una dieta magari esclusivamente su base di proteine animali. E’ una platea che comprende anche coloro che hanno necessità dietetiche particolari, ma non solo: è un consumatore che vuole variare”.

Per gli italiani la scelta dei prodotti plant-based è prima di tutto legata al benessere: quasi tre su quattro li considerano molto o abbastanza salutari e altrettanti li ritengono un aiuto per una corretta nutrizione. Ma stando all’indagine AstraRicerche, non c’è solo questo. Per oltre il 66% è un modo per sperimentare nuovi sapori e consistenze e sono un rimedio per chi ha poco tempo in cucina. Ma quali sono i cibi plant based preferiti? In cima alla lista troviamo burger, polpette, salsicce e affettati, seguiti da bevande (34%) e yogurt vegetali (32,4%). Proprio su alcune denominazioni utilizzate per indicare questi prodotti, il Parlamento europeo ha approvato un emendamento volto a limitarne l’uso perchè tradizionalmente associate alla carne, riaprendo il dibattito anche nel nostro Paese. Ma secondo il Gruppo Prodotti a base vegetale di Unione italiana food non c’è rischio di confusione: “L’intervento normativo è volto a portare una chiarezza che, secondo noi, c’è già – afferma Giorgio – perché il consumatore è consapevole e capisce benissimo la distinzione tra prodotti a base vegetale e prodotti a base animale. Quindi è un intervento volto a regolare una materia che, secondo noi, il consumatore già comprende e riesce a decifrare in maniera corretta”.