(di Marzia Apice)
Dal rapporto tra Zandomeneghi e Degas al focus su Malerba, Troubetzkoy e Gluckmann, per un viaggio tutto dedicato a moderno e contemporaneo: sono alcuni degli appuntamenti espositivi della settimana.
ROVIGO - Palazzo Roverella ospita la grande mostra "Zandomeneghi e Degas.
Impressionismo tra Firenze e Parigi", allestita dal 27 febbraio al 28 giugno e curata da Francesca Dini. Per la prima volta in maniera organica, viene indagato il rapporto dialettico ma fecondo che legò i due artisti un'epoca in cui Firenze e Parigi, la tradizione e l'avanguardia, dialogavano in un intreccio serrato. Nelle varie sezioni, partendo da Firenze (dove Degas e Zandomeneghi maturarono parte della loro formazione) fino all'anno 1886, ultima collettiva del gruppo impressionista (con la svolta dell'artista italiano che, pur rimanendo vicino ai compagni di stagione, evolve verso una sintesi più autonoma), la mostra presenta numerosi capolavori delineando le fasi, gli scambi e le influenze di questa complessa amicizia.
PIACENZA - Dal 1 marzo al 4 maggio arriva a Palazzo Gotico "Sguardi sull'Africa", progetto espositivo che indaga la complessità e la varietà della produzione artistica del continente africano nell'ultimo secolo. A cura di Paolo Giglio e Samuele Menin, il percorso presenta oltre 200 opere e manufatti suddivisi idealmente in quattro sezioni principali: Oggetti e Statue Rituali (Collezione Giglio), Pittura dal Marocco (Collezione Giglio), Arte Contemporanea Africana (Collezione 54), Giovani voci d'Africa.






