ROVIGO - C'è un momento, prima che le porte di una mostra si aprano al pubblico, in cui l'arte comincia già a parlare. Succede quando istituzioni, studiosi e territorio si ritrovano attorno a un progetto comune, capace di tenere insieme bellezza, ricerca e visione. È accaduto a Palazzo Roncale, durante la presentazione coordinata dalla giornalista Francesca Boccaletto, che ha inaugurato la mostra "Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi", in programma a Palazzo Roverella da oggi al 28 giugno. Un progetto che si inserisce in una storia ormai riconosciuta a livello nazionale.
Lo ha sottolineato Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo, parlando di «un altro episodio di una storia fatta di successi», capace di coniugare divulgazione e ricerca, portando alla luce anche aspetti meno noti della storia dell'arte. «Mostre che non solo arricchiscono l'offerta culturale - conclude Muraro - che generano un indotto economico che va ben oltre gli investimenti iniziali e rafforzano i rapporti tra le istituzioni, grazie anche alla presenza di opere provenienti dall'Accademia e dal Vescovado. In questo percorso, la rinnovata fiducia di Intesa Sanpaolo rappresenta una certificazione di qualità che va oltre il semplice sostegno economico».






