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26 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:57
L’ombra degli Epstein files scuote gli Stati Uniti. Il partito repubblicano, i democratici. Il mondo della politica, della finanza. Le elite. L’ultimo terremoto – dopo l’indagine di Npr secondo cui mancano dai file oltre 50 pagine in cui una minorenne accusava Trump di abusi – sono una serie di dimissioni a catena, tutte avvenute nelle ultime ore. Larry Summers, ex segretario al Tesoro Usa, ha lasciato la sua cattedra ad Harvard. Le accuse nei suoi confronti finora non riguardano reati sessuali, ma il profondo legame personale e professionale con Epstein, mantenuto ancora per anni dopo la condanna del finanziere nel 2008. Dal Nebraska, invece, sempre per la corrispondenza e i vari incontri con Epstein che compaiono nei documenti del Dipartimento di Giustizia, l’ex senatore democratico Bob Kerrey si è dimesso dalla presidenza della start-up Monolith, azienda energetica specializzata nella produzione di idrogeno a basse emissioni e di nerofumo, una sostanza utilizzata negli pneumatici e in altri prodotti in gomma. E anche il presidente e ceo del World Economic Forum, Borge Brende, ha annunciato le sue dimissioni, poche settimane dopo che il forum ha avviato un’indagine indipendente sui suoi rapporti con Epstein. Brende, diventato presidente del Wef nel 2017, ha annunciato la sua decisione in una dichiarazione a seguito delle rivelazioni del Doj, secondo cui il norvegese aveva avuto tre cene di lavoro con Epstein e aveva anche comunicato con il finanziere pedofilo tramite e-mail e sms. E oggi è il giorno della deposizione di Hillary Clinton, che precede di 24 ore quella del marito Bill, che compare in diverse foto con Epstein e giovani ragazze. Entrambe le testimonianze avverranno a Chappaqua, nella loro residenza privata nella contea di Westchester, a nord di New York.












