Dopo più di quattro mesi, la Commissione di Controllo della Camera dei Rappresentanti è riuscita a portare Hillary e Bill Clinton a deporre sui loro rapporti con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Ma Hillary è un osso duro e lo ha confermato ieri. «Non sono qui per parlare di sentimenti» e nemmeno per speculare su situazioni alle quali non era presente. Così Hillary Clinton ha risposto a una domanda posta dalla deputata repubblicana Nancy Mace, che ha chiesto all'ex first lady cosa provasse nei confronti delle ragazze che massaggiavano suo marito Bill Clinton e che erano state procurate da Jeffrey Epstein.
La Clinton ha poi contrattaccato: «Se questa Commissione è seriamente intenzionata a scoprire la verità sui crimini di traffico di esseri umani di Epstein, non si affiderà ai gruppi di stampa per ottenere risposte dal nostro attuale presidente sul suo coinvolgimento», ma «gli chiederà direttamente, sotto giuramento, informazioni sulle decine di migliaia di volte in cui compare nei fascicoli di Epstein». Così l'ex Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha sollecitato una testimonianza del presidente americano Donald Trump nella sua dichiarazione di apertura alla Commissione di vigilanza della Camera che indaga sui crimini commessi dal finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.










