Emergono particolari molto interessanti riguardo al legame preferenziale di cui godeva tra Jeffrey Epstein con la Deutsche Bank e la Jp Morgan, banca d’affari che dopo l’assalto del Campidoglio del 6 gennaio 2021 terminò tutti i rapporti con Donald Trump, chiudendo tutti i suoi conti bancari, e scatenando la furibonda reazione del tycoon, ma che non si era fatta problemi a lavorare con il finanziere pedofilo. Il Financial Times ha rivelato che Deutsche Bank stese il tappeto rosso subito dopo che Jp Morgan, nel 2013, aveva interrotto ogni rapporto con lui. Era già emersa la notizia che Db aveva pagato 225 milioni di dollari di multe e patteggiamenti associati a Epstein e, ricorda Askanews, Deutsche Bank aveva dichiarato al Financial Times di riconoscere il suo «errore», ovvero accogliere Epstein tra i suoi clienti, e di essersene pentita. Tra le decine di migliaia di email e documenti disvelati dal dipartimento di Giustizia americano, tuttavia, emergono nuovi elementi sui rapporti tra la banca ed Epstein. «Un cliente ad alto rischio con una condanna penale di solito richiede la verifica da parte di un comitato dedicato al rischio reputazionale», sottolinea il Ft, eppure nel maggio 2013 l’allora co-capo delle attività di wealth management di Deutsche Bank, Chip Packard, disse ai colleghi che questo controllo non era necessario. Pochi mesi dopo, Jpm decise di interrompere la relazione con Epstein. A quel punto il finanziere scrisse una email a Paul Morris, che da Jpm era passato a Deutsche Bank: «Intendo trasferire tutti i miei conti corrente a te e a Db». La risposta di Morris fu entusiastica: «Jeffrey, ottimo! Apprezzo la tua fiducia». E così a ottobre Epstein versò nella banca tedesca 180 milioni di dollari, più di quanto inizialmente stimato. Chip Packard scrisse a Morris: «Congratulazioni». Deutsche Bank cercò di usare le conoscenze di Epstein per agganciare super ricchi come Leon Black, co-fondatore di Apollo Global Management, diventato cliente della banca nell’aprile 2014. All’interno dell’istituto qualcuno sollevò dubbi sulla relazione con Epstein, portando il caso alle risorse umane, ma si sentì rispondere: «Non ti senti a tuo agio nel fare il lavoro per cui sei stato assunto?». Furono ignorate segnalazioni riguardanti il legame di Epstein con Ghislaine Maxwell, poi finita in prigione per aver aiutato a reclutare minorenni, e persino con l’allora principe Andrew Mountbatten-Windsor, recentemente arrestato. Nonostante nel tempo i dubbi crescessero, anche per via di versamenti a favore di presunte modelle, in Db nessuno fece nulla, anzi la banca alzò da mille a 12.000 dollari il tetto massimo per prelevare soldi con una carta di debito. Il dipartimento dei Servizi finanziari dello stato di New York ha determinato che in media Epstein prelevava 200.000 dollari cash all’anno da Deutsche Bank. Nel dicembre 2018 Deutsche Bank mise fine alla sua relazione con Epstein, il 9 luglio i procuratori di New York lo accusarono di avere sfruttato sessualmente «una vasta rete di vittime minorenni», e a quel punto una risk manager della banca tedesca scrisse una email dettagliando i conti corrente di Epstein ancora aperti: «Ugente!!! Serve chiudere i conti il prima possibile», scrisse la manager. Su di essi erano rimasti 33,77 dollari, da restituire con un assegno.