Quasi 7 milioni di euro: sono quelli stanziati dall’International Progressive Ms Alliance – una collaborazione globale che riunisce organizzazioni dedicate alla Sclerosi Multipla, ricercatori, professionisti sanitari, aziende farmaceutiche, fondazioni, donatori e pazienti – per finanziare tre studi dedicati allo sviluppo di terapie contro i sintomi più invalidanti della malattia nella sua forma progressiva: fatica, dolore, difficoltà cognitive e mobilità. I risultati delle ricerche sono attesi nei prossimi quattro o cinque anni.
Sclerosi multipla, un biomarcatore per capire chi può rispondere meglio alle terapie
13 Gennaio 2026
Il ruolo della ricerca italiana
Gli studi finanziati dall’organizzazione internazionale coinvolgono anche la ricerca di casa nostra. Perché tra i promotori dell’Alleanza c’è l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) con la sua Fondazione (Fism). “Le forme progressive rappresentano ancora oggi l’area della sclerosi multipla con minori opzioni terapeutiche e con il maggiore impatto sulla disabilità. Per questo abbiamo voluto fortemente questa Alleanza fin dalla sua nascita. Con questo nuovo investimento internazionale confermiamo un impegno preciso: trasformare la scienza in soluzioni concrete per le oltre 144.000 persone con sclerosi multipla nel nostro paese”, commenta Mario Alberto Battaglia, presidente della Fism.






