MESTRE - Immancabili, hanno trovato i bivacchi anche qui, "allestiti" con delle tende sistemate sotto una tettoia ancora in piedi solo per miracolo. Ma questa è l'ex segheria Rosso di via Giustizia, abbandonata da decenni e diventata uno dei (numerosi) luoghi-simbolo del degrado in città, ma che potrebbe essere trasformata in una moschea come vorrebbe una numerosa parte della comunità islamica bengalese che vive tra Mestre e Marghera.
Che, ieri mattina, ha iniziato a dare una sistemata alla zona con ruspe ed operai, con l'obiettivo di avviare la progettazione del luogo di culto per il quale, comunque, sarà prima necessaria una variante urbanistica. «Faremo tutti i passi con calma, rispettando tutte le normative - spiega Prince Howlader, che è il promotore di questo progetto -. Ora ci sono le elezioni e non ha senso presentare nulla, ma con la prossima amministrazione andremo avanti. Un luogo di culto è fondamentale per la comunità, e noi vogliamo fare le cose per bene».
Vedendo arrivare mezzi ed operai di prima mattina, dalle varie attività di via Giustizia - una strada chiusa da un sottopasso ciclopedonale sotto alla ferrovia da una parte e un passaggio a livello dall'altra - è scattato il tam tam credendo addirittura che cominciassero lavori ben più impegnativi. «Possono stare tutti tranquilli - mette le mani avanti Howlader che, tra l'altro, conferma la sua candidatura alle prossime elezioni comunali nella lista di Fratelli d'Italia -. Stiamo solo procedendo con delle pulizie e sfalci per fare un po' d'ordine nell'area e procedere quindi con i rilievi necessari alla progettazione. Bisogna anche capire le condizioni dell'attuale edificio».







