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Ultimo aggiornamento: 14:13

C’è chi, addirittura, finisce per dormire in auto, o sui balconi, in tende, in cantina, nei giardini. Ma anche chi cambia casa una, due o addirittura tre volte. In questa immagine c’è tutta la sofferenza dei malati di Sensibilità Chimica Multipla (MCS), ignorati dal sistema e dalle istituzioni. Di recente è però uscito uno studio imponente, pubblicato su “Environmental Science Europe”, che potrebbe contribuire a far conoscere la loro condizione. In particolare, lo studio si focalizza su quello che per la maggioranza delle persone appare un “più” positivo, ma che per queste persone – e non solo – risulta fonte di disturbi e patologie anche gravi: ovvero le fragranze, in altre parole profumazioni che si trovano ormai ovunque: negli ambienti chiusi, nei detersivi e ammorbidenti, nei deodoranti per ambienti, nei prodotti per la cura di sé, ma anche candele, tessuti, prodotti per bambini e il mercato globale è in forte crescita.

Il titolo dello studio, firmato da Heide Wagner e Ursula Klaschka è eloquente: “Forced isolation by invisible barriers: international survey on the effects of fragrances on the quality of life”. La pubblicazione nasce da un ampio sondaggio online internazionale in cinque lingue, attivo per sei mesi tra il 2024 e il 2025, che ha raccolto 3.152 questionari – somministrati a persone con questo problema – da 48 Paesi. E si concentra sulle persone che si dichiarano sensibili ai profumi, approfondendo sintomi, qualità della vita, impatto lavorativo e partecipazione sociale.