Gli autori dell'intervento sono: C.S. Venkatakrishnan (Barclays); Jean-Laurent Bonnafe (BNP Paribas); Nicolas Namias (BPCE); Olivier Galvada (Credit Agricole); Christian Sewing (Deutsche Bank); Georges Elhedery (HSBC); Steven van Rijswijk (ING); Ana Botin (Santander); Slawomir Krupa (Societe Generale); Bill Winters (Standard Chartered); Sergio Ermotti (UBS)

L'Europa deve affrontare una serie di sfide importanti. Tuttavia, il rischio più immediato e strategico è rappresentato dal persistere di una crescita economica modesta e dal divario in termini di investimenti. Negli ultimi 25 anni, la produttività dell'Europa è diminuita di oltre il 30% rispetto a quella degli Stati Uniti: un divario che non è più teorico, ma strategico. Il problema della crescita dell'Europa è principalmente il risultato delle sue scelte e può essere risolto con scelte diverse. Ciò che manca è un'azione decisiva nei settori giusti, su larga scala e con il giusto ritmo.

Nelle ultime settimane, i leader europei si sono riuniti a Davos, in occasione del Consiglio europeo informale e della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, proprio per discutere di questi temi e elaborare piani d'azione più concreti. Riteniamo tuttavia che sia necessario fare molto di più su un aspetto fondamentale.