Roma, 20 ott. (askanews) – Isabel Schnabel, componente del Comitato esecutivo della Bce punta il dito contro quella che sostiene essere una “eccessiva capacità di influenza delle banche in Europa” sulla decisioni riguardo all’Unione dei mercati dei capitali. E, più indirettamente, contro il numero eccessivo di imprese troppo piccole, su cui peraltro ha preso come esempio, anche se non in termini negativi, il caso italiano e di Milano in particolare.

Sui progressi rilento del progetto per l’Unione dei mercati, “do una spiegazione che è che tutto quello che succede sui mercati finanziari in Europa è molto spinto dalle banche. Le banche hanno un potere così forte sulle politiche europee che il primo progetto che verrà portato avanti nell’unione dei mercati dei capitali è quello sulle cartolarizzazioni”. Mentre secondo Schnabel “ha relativamente poco a che fare” con la necessità di reperire finanziamenti per startup e capitale di rischio sull’innovazione.

“Questa è una questione rilevante – ha sostenuto -: le banche sono troppo influenti su questi processi”. Mentre gli operatori di “venture capital” o simili “non hanno una voce paragonabile”. Schnabel, che parlava in occasione di una conferenza sulla macroeconomia, è conosciuta per essere tra coloro che spingono per una linea più intransigente sulla politica monetaria della Bce.