Roma, 7 mag. (askanews) – Anche nell’area dell’euro “ancora una volta l’inflazione sta aumentando in maniera considerevole al di sopra del livello obiettivo, in risposta ad un altro shock avverso sul lato dell’offerta. Il Consiglio direttivo (della Bce) ha messo in chiaro di essere pronto a fare tutto quello che è necessario per riportare l’inflazione al suo obiettivo del 2%. Se lo shock dei prezzi dell’energia dovesse ampliarsi, la politica monetaria dovrà inasprirsi per contenere il rischio di effetti di secondo livello che possano minacciare la stabilità dei prezzi. Questo rischio è aumentato nelle ultime settimane”. Lo ha affermato Isabel Schnabel, componente del Comitato esecutivo della Bce nel suo intervento oggi a Londra, alla quinta edizione della lettura annuale in onore di Charles Goodhart.
Un messaggio chiaramente restrittivo sui tassi, che la Bce ha da poco confermato al 2%, lanciando tuttavia messaggi su un possibile rialzo nella riunione del 10 e 11 giugno.
Secondo l’esponente della Bce, dato che è probabile che questo tipo di shock diventino più frequenti “è imperativo salvaguardare attentamente la capacità delle banche centrali di stringere la linea quando il mandato lo richiede”. E su questo, non solo per la Bce, ma per le banche centrali in centrali in generale vi sono due tipi di rischi. Il primo è quello su cui Schnabel ha aperto il suo intervento: “l’indipendenza delle banche centrali è a rischio. Questo è stato il messaggio chiave di Jerome Powell alla sua ultima conferenza stampa da presidente della Federal Reserve, citando gli attacchi legali” da parte dell’amministrazione Trump. Un rischio legato alle ingerenze dirette della politica.








