L’economia globale è scossa da decisioni che vanno in tutte le direzioni. Come definirebbe ciò che sta accadendo?
«Il nuovo quadro internazionale porta con sé degli scossoni significativi. Dobbiamo adattarci e navigare in un ambiente più volatile. Tuttavia, il problema fondamentale per l’Europa è la crescita - risponde parlando al Corriere e a un gruppo ristretto di media europei Slawomir Krupa, originario di Cracovia, amministratore delegato della Société Générale e presidente della Federazione bancaria europea - . Negli ultimi due decenni abbiamo subito un ritardo drammatico su gran parte delle economie. Francamente, vorrei davvero che ci concentrassimo su questo problema di fondo. Sulla competitività ci sono troppe discussioni e non abbastanza azione. Ci siamo concentrati troppo in Europa sulla resilienza a scapito della crescita, ora dobbiamo spostare la nostra mentalità verso una crescita resiliente. Ed è molto vero per il settore bancario, perché nell’economia europea senza le banche non si può realizzare niente. I responsabili politici e i supervisori dovrebbero lavorare per sbloccare parte del capitale congelato nel sistema, per liberare crescita. Negli anni le misure di discrezionali di vigilanza hanno contribuito a congelare centinaia di miliardi di euro di capitale in più, equivalenti a ben oltre un mille miliardi di euro di capacità di finanziamento. Le banche possono essere il ponte per chiudere il divario di investimento di 800 miliardi in Europa identificato nel rapporto di Mario Draghi».







