L’Unione europea alla ricerca della ricetta per salvaguardare la propria competitività ha avuto uno scossone di auto-consapevolezza. Il suo maggior punto di forza, un mercato unico di 27 Paesi e 451 milioni di cittadini, è pronto a dare un contributo alla crescita.

«Il mercato interno si sta risvegliando», ha spiegato la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, prendendo la parola nel corso di un panel alla Conferenza sulla sicurezza a Monaco. Sabato, da quello stesso palco, la numero uno dell’Eurotower aveva annunciato una mossa concreta per ribadire il ruolo della Ue nel mondo. La Bce rafforzerà infatti il sistema Eurep, ossia le linee di credito “pronti contro termine” con il quale fornisce liquidità alle banche centrali mondiali. L’obiettivo è chiaro, rafforzare la statura globale dell’euro e la presenza internazionale della moneta unica, in un momento storico segnato da forti tensioni geopolitiche e nel quale il rapporto transatlantico tra Ue e l’alleato statunitense è più teso che in passato.

Di questo parleranno oggi anche i ministri delle Finanze dei Paesi che adottano la moneta unica riuniti nell’Eurogruppo. Sul tavolo della riunione c’è uno scambio di opinioni sulle iniziative più efficaci per favorire pagamenti e emissione di bond in euro. Il canovaccio è in un documento preparatorio che circa da una decina di giorni e che considera utile convincere le grandi aziende di settori chiave quali l’energia, i materiali critici, i trasporti e la difesa a utilizzare di più la moneta unica per la fatturazione, i pagamenti, le quotazioni e gli appalti. Un tassello di questa strategia è poi l’introduzione dell’euro digitale. Un terzo progetto da portare avanti riguarda la dimensione esterna della Ue, riducendo la dipendenza strategica da altri Paesi e favorendo l’emissione di bond sia sovrani sia delle aziende denominati in euro. Rientra in questa strategia anche il ruolo delle agenzie nazionali per la promozione dell’export.