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24 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:39
Per una buona notizia, ce ne sono almeno due cattive. Non c’è giorno in cui Stellantis possa festeggiare in santa pace. Il gruppo automobilistico franco-italiano controllato da Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, brinda per i dati delle vendite di automobili in Europa andando in controtendenza rispetto al mercato. Ma deve fare i conti con un balzo delle elettriche – trascinate dalle cinesi – che hanno ormai raggiunto un quinto del totale delle nuove vetture acquistate nel Vecchio Continente, proprio mentre l’azienda fa marcia indietro su questo tipo di alimentazione e rispolvera addirittura il diesel. E dall’Italia arriva un’altra brutta notizia: come anticipato a fine gennaio da Ilfattoquotidiano.it, la fabbrica di Cassino prolunga lo stop produttivo con un nuovo fermo dal 27 febbraio al 6 marzo per i reparti di lastratura, verniciatura e montaggio.
A gennaio, dati Acea, Stellantis ha venduto 145.750 auto, il 9,1% in più rispetto alle 133.579 piazzate nello stesso mese dello scorso anno. Merito soprattutto dei modelli Fiat, che con 28.992 vetture (+31,3% sullo stesso mese del 2025) scelte dai consumatori diventando il secondo marchio del gruppo dietro Peugeot. La crescita permette al gruppo di raggiungere una quota di mercato del 18,2% (era il 16,1% un anno fa) anche grazie a un arretramento generale delle vendite, calate a 799.625 unità. A gennaio 2026 sono quindi state immatricolate circa 40mila unità in meno delle 831.945 del medesimo mese 2025 (-3,9%). Stellantis dunque va in controcorrente in un momento di difficoltà del mercato europeo, grazie anche ai numeri delle vendite totali in Italia che fanno registrare un incremento del 6,2%: si tratta del miglior risultato tra i grandi mercati del continente, confermando la terza posizione nella classifica europea.






