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14 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:49

L’anno nero della fabbrica di Cassino vive la sua coda lunga anche in questo inizio di 2026. Il sito frusinate di Stellantis avrebbe dovuto rientrare al lavoro in maniera completa, dopo un primo rinvio, il 16 gennaio. Ma così non sarà. E almeno fino al 27 gennaio lo stabilimento non girerà mai a pieno ritmo confermando una ripartenza lenta che continua a coinvolgere molte fabbriche del gruppo franco-italiano in Europa. Basti pensare a come sta accadendo in Polonia: nella storica sede di Tychy, la “Mirafiori dell’Est”, Stellantis ha annunciato 320 esuberi strutturali che, sospettano i sindacati, diventeranno 740 con i contratti a termine in scadenza.

Il 2026, insomma, non ha finora conosciuto una nuova spinta e le difficoltà dello scorso anno, con la produzione crollata in Italia ai livelli del 1954, non sembrano superate. Domani, 15 gennaio, Cassino riavvierà l’impianto di lastratura che lavorerà regolarmente il giorno seguente. Il 19 gennaio, invece, si fermerà l’intera fabbrica. Il giorno dopo lavorerà la sola lastratura e inizierà il riavvio dell’impianto di verniciatura. Il 22 lavoreranno entrambe le linee, ferme il 23 perché è il giorno del santo patrono di Cassino. Il 26 gennaio la fabbrica si fermerà nuovamente. Solo il 27 gennaio – finalmente – torneranno al lavoro tutti e tre i reparti, compreso il montaggio.