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Ultimo aggiornamento: 15:33

Non c’è mese senza uno stop, non c’è mai continuità. Cassino continua a essere l’emblema della tragica situazione delle fabbriche di Stellantis in Italia. L’azienda ha comunicato una nuova fermata dell’impianti di montaggio, lastratura e verniciatura da lunedì 3 a venerdì 7 novembre. Una nuova settimana in cui gli operai resteranno a casa. Così lo stabilimento frusinate arriverà a quasi 90 giorni di stop produttivo, ben oltre la metà dei lavorativi nel 2025. Una fabbrica morente.

Da gennaio e settembre, Cassino ha assemblato appena 14.135 unità tra Alfa Romeo Giulia, Stelvio e Maserati Grecale. Il turno unico è ormai la routine e a volte non serve neanche quello come dimostrano i continui stop comunicati dalla direzione aziendale. Per avere un termine di paragone: nel 2017 i veicoli prodotti furono 135.263. E l’inizio del prossimo anno non sarà migliore.

A Cassino sono stati confermati i progetti legati ai nuovi modelli di Giulia e Stelvio, ma le previsioni parlano di una graduale ripresa non prima del secondo semestre del 2026. Intanto la fabbrica continua a svuotarsi anche di dipendenti. Sono iniziati gli esodi incentivati concordati l’11 giugno da azienda e sindacati, tranne la Fiom. Gli esuberi sono 600, le uscite concordate sotto incentivo saranno 250 circa un decimo dei 2.400 dipendenti. Il tutto mentre gli ammortizzatori sociali sono in scadenza.