"Stiamo discutendo come fare meglio".
La risposta di Kirsty Coventry, presidente del Cio, alle petizioni di chi chiede di ridurre l'impatto ambientale delle Olimpiadi, specie quelle invernali, dà bene la misura dell'impotenza dello sport mondiale. Tra poco più di 20 anni le Olimpiadi invernali se le contenderanno tre o al massimo quattro località in tutto il mondo perché - sembra incredibile - ma non ci sarà neve a sufficienza per lo svolgimento delle gare: su questo, convergono diversi studi scientifici.
Nel 2024 una ricerca delle università di Waterloo in Canada e di Innsbruck, commissionate dal Cio, aveva lanciato l'allarme: a causa del global warming si sarebbero quasi dimezzati i siti in grado di ospitare le Olimpiadi invernali nel 2050. Un dato confermato e peggiorato dall'ultimo studio di "Climate Central", un'organizzazione indipendente composta da scienziati del clima, ricercatori e analisti dei dati. Non vengono citati i nomi delle città ma, in base alle previsioni climatologiche, in lizza resterebbero Sapporo in Giappone, Lillehammer in Norvegia e Salt Lake City negli Usa. Quindi - secondo lo studio pubblicato da Climate Central - lo sci alpino in futuro dovrà dire addio alle montagne dove è nato e che gli ha dato il nome: le Alpi. Con le inevitabili ricadute su tutto il comparto economico, dal turismo in giù.








