Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 potrebbero essere le ultime olimpiadi invernali a svolgersi in Italia. Non tanto per le polemiche che stanno colpendo la logistica o l’organizzazione dei Giochi - giudicate da diversi media internazionali come "in ritardo" e "troppo frammentate" fra varie location lontane e difficili da raggiungere - ma semplicemente perché in futuro non ci saranno più le condizioni ideali per atleti e gare: a mancare saranno ghiaccio e neve. Un dato su tutti mostra l’impatto della crisi climatica sulle nostre montagne: settant'anni dopo la prima edizione dei Giochi olimpici di Cortina 1956 le temperature medie di febbraio delle città e i paesi dove si svolgeranno le competizioni si sono alzate di circa 3,6 gradi. Il riscaldamento - ricorda una analisi di Climate Central che raggruppa studi e dati scientifici - ha spinto le temperature medie di febbraio più vicine ai punti di scongelamento e la profondità media della neve, per esempio a Cortina, è diminuita di ben 15 centimetri in cinquant'anni.
Olimpiadi Milano-Cortina 2026, il fotoconfronto: prima e dopo i lavori per i Giochi invernali
16 Gennaio 2026
Anche a Milano, realtà che ospita gare fra cui il pattinaggio artistico o l’hockey, le temperature sono salite nello stesso periodo di oltre tre gradi. La crisi del clima come noto sta infatti cambiando distribuzione e intensità delle piogge e l’approvvigionamento delle risorse idriche e del livello nivale. D’inverno, in Italia, c’è sempre meno neve e soprattutto - anche se possiamo assistere a nevicate copiose in determinate aree - fa fatica ad accumularsi e permanere. Legambiente a inizio anno, citando dati di Fondazione Cima e altre realtà scientifiche, ricordava infatti come ormai nell’ultimo secolo sulle Alpi la neve si è letteralmente dimezzata.














