Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
21 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:00
Ora che dai piani alti di Milano s’intravede la prima neve che ha spruzzato un po’ di bianco persino sulle vicine montagne del gruppo delle Grigne, le menti sottili che stanno organizzando la trepidante attesa pubblica delle Olimpiadi avranno tirato un sospiro di sollievo. Adesso tutti quei murales e quei monumenti simbolici davanti a Palazzo Marino, nonché tutto il battage mediatico, sembreranno magari meno assurdi.
Appena poche ore fa, però, c’era quasi da ridere – se non fosse che sarebbe da piangere – anche solo ad ascoltare le prime parole dei commentatori televisivi della seconda gara di Coppa del Mondo dello Sci, che si è svolta a Levi, nel comprensorio d’impianti di risalita più importante del Nord, nella Lapponia finlandese, circa 180 km a nord-ovest del Circolo Polare Artico. Si sentiva prima di tutto giustificare la non particolare presenza di pubblico all’arrivo, per via delle temperature rigide della mattina, intorno ai meno 16, ma poi ecco che gli esperti viravano subito sul tecnico, esaltando le perfette delle condizioni della neve.






