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6 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 7:30

Sulle Alpi è scoppiata la guerra. Non siamo tornati indietro di oltre un secolo, ai tempi del primo conflitto mondiale, quando i nostri alpini erano abbarbicati alle rocce per difendere la pianura dalle spedizioni austroungariche e i colpi di artiglieria radevano al suolo i boschi. Siamo nell’epoca modernissima del turismo di massa, della monocultura dello sci, della transizione climatica che l’uomo si ostina a negare, illudendosi di vincere grazie alla tecnologia e con la presunzione di poter comandare alla terra.

La neve non c’è? Fabbrichiamola. È questa la risposta che viene data durante la stagione invernale, sempre più spesso, alla carenza di precipitazioni nevose. Magari tra qualche giorno anche nelle località che ospiteranno le Olimpiadi Milano Cortina 2026 il padreterno provvederà a risolvere il problema, seppellendo i borghi di montagna, da Cortina a Predazzo, da Bormio a Livigno, sotto metri di coltre bianca. Per il momento non è così ed è per questo che si procede a colpi di bollettini di guerra.