Il tiramisù a Milano, a Cortina, a Predazzo è stato come lo Stock 84 nella pubblicità di Tutto il Calcio Minuto per Minuto
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Brignone, spostati. L'undicesima medaglia d'oro italiana nei gioiosissimi Giochi Olimpici Milano Cortina terminati domenica (e che già ci mancano) l'ha vinta il tiramisù. Un cibo che ha dominato nelle cucine dei diversi villaggi olimpici e che trionfa nelle migliaia di video che rimbalzano su Instagram, postati da atleti di tutto il mondo entusiasti di mostrare con quanta gioia mandavano a quel paese la bilanciatissima dieta da sportivi rimpinzandosi del dolce a base di uova, mascarpone, savoiardi e caffè. Un dessert diffuso in tutto il mondo, ma vuoi mettere mangiarlo a un centinaio di chilometri da dove è stato inventato? E pazienza se gli stranieri si sono pappati anche l'accento finale sulla «u», troppo difficile da digerire per i nostri affamati ospiti.Il tiramisù a Milano, a Cortina, a Predazzo è stato come lo Stock 84 nella pubblicità di Tutto il Calcio Minuto per Minuto: chi ha vinto lo ha mangiato per festeggiare, chi ha perso per consolarsi, chi non gareggiava perché tanto non gareggiava, chi gareggiava per avere energia pronta all'uso, e poi ha consacrato compleanni, amicizie, fidanzamenti, facce di bronzo. Le grandi teglie nelle quali era servito sono diventate il sacrario della socialità e della fratellanza. Il vero spirito olimpico imbeve i savoiardi.













