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22 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:10
Fatal ‘Marassi’. Forse. In quel ‘forse’, c’è tutto l’alone di incertezza che circonda Torino e il suo allenatore, Marco Baroni, la cui posizione dopo il 3-0 subìto in casa del Genoa è diventata molto scricchiolante. Non è solo una questione di risultato o di punti, ma di prestazioni: il Torino non ha saputo reagire allo svantaggio, si è impelagato dentro a un’espulsione figlia di un blackout di Ilkhan verso la fine del primo tempo, e nella ripresa non ha mai davvero impensierito Bijlow, il portiere avversario. Davvero troppo poco per un collettivo che secondo Urbano Cairo è decisamente più all’altezza dei 27 punti finora conquistati, a soli +6 dal terzultimo posto rappresentato dalla Fiorentina. Ora Baroni è a rischio, dopo tanta fiducia concessa.
A dicembre, infatti, pur di non esonerare l’allenatore, il presidente granata aveva deciso di sollevare dal suo incarico il direttore sportivo Vagnati e di richiamare un suo uomo di fiducia, quel Gianluca Petrachi che sùbito aveva capito quanto fosse pesante la situazione ambientale. Una scossa era stata data, ma la percezione che fosse una situazione molto precaria c’era ed è rimasta anche dopo il mercato rivoluzionario di gennaio. Che ha portato uomini nuovi, ma non tanti punti. Per questo, la delusione della dirigenza è ancora maggiore: dopo la partita contro il Genoa, non c’è stato nemmeno un confronto tra le parti, con Cairo e Petrachi andati via insieme e decisamente scuri in volto. Baroni è rimasto con la squadra, ma non si è presentato alla stampa (l’ha fatto solo Vlasic, leader del gruppo e unico a salvarsi dalla disfatta in terra ligure): un indicatore, questo, di quanto possa essere davvero precaria la situazione.









