Il pessimismo comincia a farsi strada tra i funzionari iraniani, statunitensi, israeliani e arabi sul negoziato tra Iran e Usa per scongiurare uno scontro militare.
E mentre il lavoro continua febbrile per arrivare a qualche risultato prima che sia troppo tardi, Donald Trump soppesa le diverse opzioni portate sul suo tavolo: l'apertura verso Teheran, consentendo alla Repubblica islamica un arricchimento nucleare "simbolico" che non lasci alcuna possibilità di costruire l'atomica; oppure la linea dura, quella dell'attacco militare che punterebbe, tra le opzioni più drastiche, all'uccisione della guida suprema iraniana Ali Khamenei e di suo figlio Mojtaba.
Una minaccia al regime degli ayatollah che nel frattempo torna a fare i conti con le proteste degli studenti esplose nelle università a 40 giorni dalle repressioni di gennaio, con scontri tra manifestanti e milizie registrati negli atenei di Teheran.
Funzionari statunitensi hanno riferito ad Axios che l'asticella americana per la futura proposta nucleare dell'Iran è molto alta, in quanto dovrebbe convincere i molti scettici all'interno dell'amministrazione Trump. "Il presidente sarà pronto ad accettare un accordo sostanziale e che possa essere accolto politicamente in patria. Se gli iraniani vogliono impedire un attacco, dovrebbero farci un'offerta che non possiamo rifiutare, ma continuano a perdere l'occasione. Se giocano, non avremo molta pazienza", ha affermato un alto funzionario Usa.







