Tra intelligenza artificiale, metaverso e realtà aumentata, oggigiorno è sempre più difficile distinguere ciò che è reale dal virtuale. L’uomo ha realizzato cose che, solamente dieci anni fa, erano semplicemente frutto dell’immaginazione di qualche visionario. Sogni che diventano realtà e il virtuale che diviene quasi un’estensione, seppur amplificata, di ciò che viviamo tutti i giorni. Nate inizialmente come semplici esercizi grafici di pixel e righe di codice, le vetture digitali si sono ben presto trasformate in un vero e proprio laboratorio creativo e tecnico per designer e ingegneri.
Quasi come una favola moderna, tutto è nato dalla fervida immaginazione umana di un visionario che volle tradurre nel virtuale le sensazioni fisiche provate al volante di un’auto vera. Bisogna tornare indietro al 1997 quando Kazunori Yamauchi lanciò il primo Gran Turismo. A rendere unico questo videogame, rispetto a quanto visto fino ad allora, era la capacità di ricreare la dinamica delle vetture oltre una grafica estremamente avanzata. In men che non si dica, GT divenne uno dei giochi più longevi per PlayStation. Sfruttando le sempre più sofisticate tecnologie, l’evoluzione non si è mai arrestata arrivando a contare ben sette capitoli e numerosi spin-off vendendo oltre 100 milioni di copie in tutto il mondo. Forte del successo trasversale, un punto di svolta è arrivato nel 2013 con il lancio del progetto Vision Gran Turismo.








