Un bicchiere di vino da porgere dalla parte giusta. Quella del rispetto e della dignità del lavoro, dell'inclusione, della crescita sociale. Perché il vino è tutto questo, oltre all'eccellenza di essere un tesoro del gusto, un piacere da sorseggiare nel profondo. E lo sa bene la "Slow Wine Fair", in programma dal 22 al 24 febbraio nei padiglioni di BolognaFiere con oltre 1100 produttori di vino selezionati da Slow Food provenienti da tutta Italia e da altri 27 Paesi.
Una manifestazione che "sa" proprio di buono, e giusto per l'appunto, perché vuole vedere e assaggiare oltre il fondo del bicchiere. A spiegarlo è Giancarlo Gariglio, curatore della Guida Slow Wine e coordinatore della Slow Wine Coalition che descrive questa edizione, la quinta, della rassegna come "uno spazio di riflessione capace di offrire spunti concreti per orientare il futuro del vino italiano e internazionale": "A Bologna parleremo del vino come fenomeno economico, culturale e sociale, un aspetto che troppo spesso viene dato per scontato. La produzione vitivinicola ha un impatto profondo sull’economia delle nostre campagne e sulle comunità che le abitano: gran parte della manodopera impiegata nei vigneti è composta da lavoratori stranieri, in larga misura extracomunitari, una realtà che apre a sfide complesse e non più rinviabili".






