Azzeramento degli esuberi annunciati a fine dicembre scorso e accorpamento in uno dei due stabilimenti di cui era stata prevista la chiusura. La vertenza Natuzzi fa passi avanti e al tavolo convocato dalla Regione l’azienda di Santeramo ha di fatto “aggiornato” il piano industriale 2026/2028 presentato al Mimit il 22 dicembre, e che aveva previsto chiusure di siti e 476 esuberi di personale.
Al tavolo regionale è emersa la disponibilità ad effettuare, nell’area di Matera, una sorta di accorpamento dell’assetto produttivo con la ricollocazione del personale dello stabilimento Jesce 2 in quello di Jesce 1 a soli 500 metri di distanza. Non avverrebbe però automaticamente e le condizioni di questa ricollocazione sono tra gli aspetti che continuano ad essere all’esame di azienda ed organizzazioni sindacali. L’accorpamento dovrebbe includere una serie di decisioni compresa una revisione dei turni di lavoro, così da rimuovere le cause che rendono l’attività improduttiva.
L’altro passo avanti riguarda il fronte degli esuberi. Si va verso l’azzeramento dei 476 annunciati sempre a dicembre scorso. Per questo è stato confermato il ricorso agli incentivi all’esodo, con l’impegno a valutare la richiesta sindacale di aumentare l’indennità economica prevista per i lavoratori interessati su base volontaria. Su questo la convergenza è piena tra Regione, azienda e OOSS e cioè che il piano industriale 2026/2028 è ad esuberi zero.









