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Sentenze a raffica su clandestini, Cpr e protezione in Italia: è la prima linea del braccio di ferro tra giudici e maggioranza. A Bologna un nuovo caso incombe sul dossier "Paesi sicuri"
Due decisioni arrivate in contemporanea. Anzi tre, da Palermo, Catania e Genova. Il tribunale di Palermo impone all'Italia di risarcire la ong Sea Watch per il blocco di sei mesi imposto ad una sua nave, quella guidata da Carola Rackete, che nel giugno 2019 aveva speronato una motovedetta delle Fiamme gialle ed era entrata in porto a Lampedusa con il suo carico di migranti. Un verdetto sorprendente ma non l'unico, perché nelle stesse ore l'ong tedesca vince, sia pure in fase cautelare, un'altra battaglia: il tribunale civile di Catania dispone l'annullamento del fermo stabilito dal prefetto della città siciliana il 25 gennaio scorso nella zona Sar libica per un intervento non concordato e nemmeno comunicato alle autorità di quel paese. Dal quartier generale dell'ong avevano obiettato di aver saltato le autorità di Tripoli per le continue violazioni dei diritti umani da parte di quel Paese, il prefetto aveva disposto fermo e multa per non aver rispettato le norme. Ma il giudice, sia pure in prima istanza perché l'udienza di merito si terrà il 2 marzo, ha revocato il provvedimento.






