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Il Consiglio dei ministri vara il ddl immigrazione: stretta sulla "protezione complementare", contributo per i richiedenti asilo e riforma dei rimpatri

Diritto d'asilo, rimpatri veloci per i violenti, nuovi Cpr e difesa delle frontiere dal rischio terrorismo: il disegno di legge che riscrive le norme sull'accoglienza, licenziato ieri dal Consiglio dei ministri, arriva non a caso il giorno dopo l'ok della Commissione Ue alla lista comune dei "Paesi sicuri". Tra i punti principali la corsia preferenziale al magistrato di Sorveglianza sull'espulsione dello straniero detenuto, senza che l'opposizione al provvedimento ne possa sospenda l'esecuzione.

Arriva il Sistema nazionale per il riconoscimento della protezione internazionale presso il Viminale, con la Commissione nazionale per il diritto di asilo quale autorità centrale. Ai beneficiari "che dispongano di mezzi sufficienti" potrà essere richiesto "un contributo economico per alcune misure obbligatorie di integrazione" se questo versamento non rappresenti "un onere irragionevole". Al richiedente potrebbe essere assegnata "una specifica zona geografica", prevedendo anche i presupposti per imporre l'obbligo di residenza in un luogo specifico o di presentazione periodica alle autorità. L'accesso ai luoghi dove si svolgono gli accertamenti sul diritto d'asilo "non comporta autorizzazione all'ingresso nel territorio dello Stato". L'impugnazione all'autorità giudiziaria sarà ricorribile in primo grado "esclusivamente per motivi di legittimità". Ci sarà una stretta per prevenire rischi di fuga e minacce alla sicurezza o alla salute pubblica.