E’ polemica a Brindisi, per la scelta dell’Ordine degli avvocati di attribuire crediti formativi ad una serie di eventi, nei quali saranno esposte le ragioni del Sì al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Il problema è stato sollevato dal Comitato avvocati per il no e sminuito dalla presidente dell’ordine forense, Daniela Faggiano.

Che invece ritiene più opportuno concentrare l’attenzione sull’evento del 20 febbraio al tetro Verdi, in cui si confronteranno le ragioni del Sì (con il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, il presidente del comitato SiSepara Giandomenico Caiazza, il procuratore di Lecce Giuseppe Capoccia e il presidente del comitato Cittadini per il sì Francesca Scopelliti) e le ragioni del No (con il procuratore generale di Bari Leonardo Leone de Castris, il presidente della Corte d’appello di Lecce Roberto Carrelli Palombi, l’avvocato barese Michele Laforgia, il presidente del tribunale di Brindisi Vincenzo Scardia). Un incontro sponsorizzato dal cantante Albano Carrisi, che con un video ha invitato i cittadini a partecipare: “Sarà l’occasione per informarsi su temi non semplici, nella logica del dialogo, del rispetto e del confronto”.

Un momento di pluralismo che però non cancella l’amarezza di una parte dell’avvocatura per la sponsorizzazione data dall’Ordine a sette eventi – dal 13 febbraio al 19 marzo in vari paesi brindisini – che consentiranno ai partecipanti di ottenere tre crediti formativi. Ascoltando, però, solo la campana che ritiene giusta la riforma della giustizia e invita a votare sì al referendum. Una polemica che nei giorni scorsi era già esplosa a livello nazionale, dopo che il Comitato avvocati per il no ha rivolto un appello al Consiglio nazionale forense, per evitare che i Consigli locali degli ordini sponsorizzino soltanto il Sì.