Tra i passaggi più discussi del decreto energia, approvato mercoledì in Consiglio dei ministri, c’è la revisione dell’Emission Trading System (Ets), il sistema europeo alla base della politica climatica e industriale dell’Unione. Un meccanismo governato al livello europeo e la cui riscrittura potrebbe non essere gradita a Bruxelles. Come spiega Michele Governatori, docente di Energy and Climate Change Policy alla LUISS ed esperto senior di Ecco, Think Tank italiano sul clima, l’Ets «è il più grande sistema al mondo di carbon tax basata sul mercato. Nasce a somma zero dal punto di vista economico: disincentivo chi emette di più e creo un vantaggio per chi emette di meno».
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