Greenpeace, Legambiente e Wwf giudicano molto negativamente il "Decreto Bollette" approvato il 17 febbraio dal Consiglio dei ministri.
"Il provvedimento - commento le associazioni -, lungi dal mettere mano alle questioni strutturali per usufruire appieno dei vantaggi offerti dalle fonti rinnovabili, continua a dare ossigeno al sistema del gas, arrivando a rimborsarlo, e quindi di fatto esentarlo, dalla tassa sul carbonio prevista dal sistema Ets.
Un attacco senza precedenti a uno dei più antichi capisaldi delle politiche climatiche in Europa".
In realtà, come dimostra il caso della Spagna, l'unica strada che funziona è esattamente quella opposta, dare più spazio alle rinnovabili e disegnare il mercato su di esse: non si può risolvere il problema del prezzo del gas colpendo le altre fonti energetiche. I cittadini spagnoli pagano bollette del 40% più basse delle nostre non certo perché hanno smantellato le politiche green, ma perché producono più energia da fonti rinnovabili rispetto a noi, come del resto ammette il ministro Pichetto Fratin".
Il decreto, così impostato, risponde a una logica politica e ideologica, a partire dall'impegno di importare in Italia il 12% del Gnl statunitense diretto all'Europa. Ma toglie risorse alle rinnovabili e all'efficienza energetica per sopperire i costi emergenziali legati ai contributi una tantum per le famiglie a basso reddito che ancora una volta non vedranno politiche strutturali. Un Decreto che ha già avuto i suoi primi effetti, ovvero quello di mandare in tilt i titoli delle società energetiche, con percentuali di riduzioni dal 2 al 3%.







