Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
18 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 19:32
Dall’essere considerati i “demoni” del Parlamento fino a gridare contro la demonizzazione degli avversari. Nel pieno del caos scatenato dall’omicidio dell’attivista di estrema destra Quentin Deranque, il Rassemblement national completa la metamorfosi istituzionale e fa un altro passo avanti nella corsa verso l’Eliseo. L’occasione è drammatica, ma anche una miniera d’oro per il partito di Marine Le Pen che prende l’onda e si prepara a cavalcarla il più possibile. Dopo che per anni sono stati loro i nemici da combattere a qualsiasi costo, ora sgomitano per sembrare i più istituzionali e affidabili della Repubblica. E anzi, si intestano grottesche alleanze per fermare l’avanzata dell’estrema sinistra.
A dirlo, senza alcun timore di suonare paradossale, è stato nelle scorse ore il leader del Rn Jordan Bardella che si è rivolto alle altre forze politiche perché possano unirsi a loro nel fermare l’avanzata de la France Insoumise: “Lancio un appello”, ha detto, “alle prossime elezioni si deve creare un cordone sanitario“. Parole impensabili fino a qualche mese fa, ma che all’improvviso sembrano plausibili: quella stessa destra che per anni è stata contrastata dall’asse repubblicano – alleanza capace di unirsi solo al grido di “va bene tutto ma mai Le Pen” – si trova dall’altra parte della barricata e siede tra chi rivendica di poter salvare le istituzioni. Una vera e propria capriola, resa possibile da eventi senza precedenti che stanno cambiando tutte le dinamiche politiche conosciute finora. “Il deputato de la France Insoumise Raphael Arnault”, ha dichiarato Bardella a Europe 1, “non avrebbe mai dovuto essere all’Assemblée Nationale”. Una frase che non stupisce oggi, ma che suona incredibile se paragonata a quando erano loro, i parlamentari dell’allora Front National, a essere ritenuti “impresentabili”. “Bisogna mettere la sinistra e l’estrema sinistra di fronte alle loro responsabilità. Jean-Luc Mélenchon deve dare delle risposte”. E ancora: “È il disonore della Repubblica. Non ci si pone come vittima come sta facendo il ‘lider maximo’ della sinistra”.










